Sabato 24 marzo, alle ore 11, presso il Castello di San Giusto a Trieste sarà presentato al pubblico l’evento espositivo intitolato Le stagioni delle armi. Trieste e il suo Castello.
L’iniziativa è promossa e realizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura – Area Scuola, Educazione, Cultura e Sport – Servizio Musei e Biblioteche, nell’ambito della valorizzazione del Castello di San Giusto perseguita dall’Amministrazione.
L’evento intende raccontare la storia di Trieste attraverso le collezioni del Castello, in un percorso strutturato all’interno dei suoi spazi museali – Armeria e Lapidario Tergestino – ripensati e rivitalizzati secondo una logica che permetta una rilettura dell’intero complesso monumentale, uno dei più visitati e simbolici della città.

Il progetto interessa tutti gli spazi del Castello (Museo e Armeria, Lapidario Tergestino, aree esterne come atrio e Cortile delle Milizie) e intende valorizzare l’edificio e le collezioni attraverso un percorso espositivo e di allestimento che si ponga come innovativo rispettando al contempo l’esposizione originaria, ormai storicizzata (anni ’30 e anni ’60-’80 del ’900), che si riveste così di nuovi significati.
Il percorso è stato oggetto di un attento ripensamento, con il completo rinnovo dei supporti alla visita, per dare conto dello stato attuale degli studi sul Castello e approfondire la conoscenza della ricca collezione oplologica, fornendo al visitatore uno strumento nuovo e completo per la comprensione del complesso e affascinante mondo delle armi nella loro evoluzione storica dal Medioevo al XIX secolo.
L’apparato testuale di tutti gli spazi del Castello, completamente bilingue italiano e inglese, è stato quindi oggetto di una totale revisione che ha portato a una nuova stesura più snella e più agevole da leggere sia dagli italiani sia dagli stranieri.
I nuovi pannelli didascalici sono connotati da una grafica moderna e coordinata e da un “colore guida”, l’ottanio, che ritorna anche nelle strutture espositive. I testi sono corredati da immagini storiche di Trieste e del Castello, per la maggior parte inedite, frutto di una ricerca iconografica nelle ricche collezioni della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.

Il Castello di San Giusto

Posto sulla sommità del colle che domina Trieste e il suo golfo, il Castello di San Giusto, con la sua possente mole, è uno dei simboli della città. L’altura su cui è costruito, per la sua posizione strategica, è stata sin dall’antichità sede dei più importanti edifici pubblici. Centro amministrativo e religioso della Tergeste romana, il colle ospitò in epoca tardo-antica una basilica paleocristiana, sostituita da due chiese tra XI e XII secolo poi fuse assieme nell’attuale grande Cattedrale di San Giusto nel ’300. Nell’area dove oggi sorge il Castello, si trovava il palazzo vescovile del XII secolo e, successivamente, fu eretto dai veneziani un primo castello nel 1369. L’attuale fortezza triangolare con tre bastioni è il frutto di più fasi costruttive avvenute tra il 1468 e il 1636 e svolgeva funzioni di difesa nonché di abitazione del Capitano cesareo, rappresentante degli Asburgo a Trieste. Dalla metà del ’700 fu convertito in caserma e prigione, per essere infine adibito a deposito.
Negli anni ’30 del ’900, divenuto di proprietà comunale, fu trasformato in museo e centro di attività turistico-culturali e di svago.
Per la sua lunga e stratificata storia, che lo ha visto al centro delle principali vicende storiche della città, dall’antichità ad oggi, il Castello di San Giusto è il luogo ideale per raccontare la complessa storia di Trieste e del suo territorio, grazie alla magnifica posizione dominante la città, il golfo e l’intero territorio, che consente di ragionare anche su aspetti urbanistici.
Le collezioni esposte nel museo, pur non essendo sin dall’origine legate alla struttura, permettono di percorrere tali vicende da un punto di vista non scontato. Da un lato le pregevoli pietre esposte nel Lapidario Tergestino consentono un’immersione nella Tergeste romana, di cui, grazie ai recenti studi, sono oggi noti l’aspetto e la conformazione. Dall’altro, il museo d’ambiente e l’Armeria, frutto di un interessante progetto museografico degli anni ’30 del ’900, parzialmente rinnovato negli anni ’60-’80 del ’900, stimolano un dialogo tra allestimento storico e allestimento contemporaneo, offrendo spunti, attraverso la lettura delle varie fasi costruttive del Castello, per ripercorrere la storia della struttura e della città.

Il progetto espositivo

Il progetto interessa tutti gli spazi del Castello (Museo e Armeria, Lapidario Tergestino, aree esterne come atrio e Cortile delle Milizie) e intende valorizzare l’edificio e le collezioni attraverso un nuovo percorso espositivo e di allestimento che si ponga come innovativo senza tuttavia entrare in conflitto con l’allestimento storico, il quale, a sua volta “oggetto da museo”, va conservato e raccontato.
Per questo, il nuovo allestimento, riconoscibile tramite la nuova grafica e un “colore-guida”, dialoga con l’allestimento storico formando con esso un insieme coerente.
È un dialogo pensato in una duplice direzione: il nuovo percorso espositivo, infatti, avrà senso di percorrenza contrario rispetto a quello storico. Il percorso parte dal Bastione Rotondo, con un accesso inedito nel cuore storico del Castello, la Casa del Capitano tardo-quattrocentesca, permettendo di cominciare la visita da una nuova sala introduttiva che racconta la storia del Castello e dello sviluppo urbanistico di Trieste attraverso opere d’arte, fotografie storiche e un plastico di inizio ’900 raffigurante la città prima dell’espansione sette-ottocentesca. La vicinanza col Bastione Rotondo e il suo splendido affaccio sulla città consente di “verificare” subito dal vivo quanto raccontato in questa sala, incontrando le esigenze di scolaresche e gruppi.
Questo accesso, mai utilizzato in precedenza per il percorso museale, rientra in una delle principali linee guida del progetto, cioè stimolare nuove riflessioni attraverso nuovi percorsi, un modo per vedere e rivedere il Castello (e, simbolicamente, la storia) da nuove angolazioni e punti di vista.
Il percorso prosegue negli ambienti quattrocenteschi per continuare lungo i camminamenti di ronda al coperto. Qui, nel cuore dell’Armeria, la ricca collezione di armi dal XII al XIX secolo è valorizzata con un nuovo apparato didascalico che spiega usi e tipologie degli armamenti nelle diverse epoche e in base ai diversi modi di fare la guerra, nell’intento di rendere vive le armi esposte, materiali che spesso per molti visitatori risultano interessanti ma di difficile comprensione.
Da qui il percorso prosegue scendendo al piano inferiore per visitare la Sala Caprin, sala principale del museo d’ambiente voluto degli anni ’30. La sala, ricavata dai due piani originari, rappresenta, assieme allo scalone attiguo, l’intervento più massiccio operato nel secolo scorso nel Castello, pensato per ricreare la sfarzosa Sala Veneta di Giuseppe Caprin. Gli arredi rinascimentali sono anche un modo per approfondire la conoscenza del grande storico, giornalista, editore e patriota che condusse importanti studi sulla storia della città e che con i suoi scritti ci offre un significativo punto di osservazione della stessa.
Si prosegue scendendo lo scalone elicoidale con le armi in asta e raggiungendo la Cappella, ambiente tardo-quattrocentesco dalla graziosa volta a crociera.
Nel Cortile delle Milizie si racconta la storia di questo grande spazio esterno, che consente di leggere tutte le fasi di costruzione del Castello, oltre che di ripercorrere una delle pagine più interessanti della vita sociale triestina tra gli anni ’30 e ’80 del ’900, cioè l’utilizzo del Castello di San Giusto come spazio per il divertimento e lo svago, con le grandi rappresentazioni teatrali, l’operetta, il cinema.
Sia nel cortile che nell’atrio e nel vestibolo, dove si apre e si chiude il percorso, sono valorizzati sia i materiali esposti, soprattutto lapidei, sia gli elementi, anche architettonici, che permettono di ragionare sulla storia non solo del Castello ma di tutta la città.
La peculiarità di questo percorso è quella di poter essere fruito in molti modi. L’accesso dal bastione e il percorso che ne consegue è un “suggerimento”, ma il visitatore può iniziare la visita anche in altri punti, ad esempio dall’ingresso storico. La possibilità di personalizzare il percorso è centrale perché i molteplici punti di vista sul luogo e sulle storie che raccontano sono lo specchio della complessità e ricchezza delle vicende di questa città.
Dal Cortile delle Milizie si può accedere al Lapidario Tergestino, dove il visitatore può addentrarsi nella storia della Tergeste romana attraverso i preziosi reperti esposti e un apparato didascalico rinnovato sotto il profilo testuale e iconografico.

COLOPHON

Il Sindaco

L’Assessore alla Cultura

Direttore dell’Area Scuola, Educazione, Cultura e Sport
Fabio Lorenzut

Direttrice del Servizio Musei e Biblioteche
Laura Carlini Fanfogna

Responsabile di P.O. Musei Storici e Artistici
Stefano Bianchi

A cura di
Michela Messina
Anna Krekic

Lapidario Tergestino a cura di
Marzia Vidulli Torlo

Design dell’allestimento e immagine coordinata
Massimiliano Schiozzi, Comunicarte

Coordinamento amministrativo
Alessia Neri
con
Cristina Sirugo, Eleonora Venier

Fotografie
Marino Ierman

Realizzazione dell’allestimento
Falegnameria Burelli

Traduzioni
Susanna Moser

Hanno collaborato
Claudia Colecchia e il personale della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte: Gabriella Gelovizza, Cristina Klarer, Rossella Mizzan, Alessandra Relli, Sabina Sluga
Mary Bologna
Antonella Cosenzi
Tiziana Giannotti
Olga Ivanovic
Claudia Marchesi
Paola Predominato
Lorenza Resciniti
Fulvio Rubieri (Associazione di Volontariato Cittaviva)
Daria Tommasi

Un ringraziamento particolare a
Bruno Masset