L’armeria

Visita il Castello


Per la visita conviene proseguire a destra fino in fondo e di là ripartire, essendo questo il percorso cronologico dell’esposizione. Si parte dalla cosiddetta “cucina“, che si apre sul balconcino che dà sul Bastione Rotondo. Questo ambiente cinquecentesco coperto da una volta ogivale è giunto fino a noi nelle strutture originali, con ampi resti della decorazione a stelle e con il pavimento in cotto. Il caminetto è invece decorato da oggetti provenienti dalla collezione Caprin.

Da qui si passa al primo dei tre camminamenti di ronda al coperto nei quali si snoda l’Armeria. La collezione di armi dei Civici Musei di Storia ed Arte, formatasi attorno ad un nucleo di antiche armi da guerra ed alabarde comunali, ha assunto una notevole consistenza alla fine del XIX secolo ed all’inizio del XX: nel 1894 infatti il Comune acquisisce 297 armi appartenute a Giuseppe Caprin e, nel 1910, il dono del barone Giuseppe Sartorio arricchisce il patrimonio di altrettanti pezzi. A questi si sono aggiunti naturalmente altri doni ed acquisizioni.
La selezione di armi oggi esposta mira ad offrire una traccia dell’evoluzione dell’arma in Europa tra il XII ed il XIX secolo.

Non proponendo in nessun caso oggetti legati alla storia del Castello ma esemplari significativi già appartenuti a collezionisti privati, il repertorio è caratterizzato da una notevole varietà, sia per data ma soprattutto per quanto riguarda la provenienza e le tipologie.

L’esposizione è articolata secondo la classificazione per tipi, suddivisi in armi in asta, armi bianche lunghe e corte, armi da getto, armi da fuoco lunghe e corte, accessori. Nel primo camminamento l’esposizione inizia con una spada del XII secolo, cui si affiancano tre pugnali del ‘300 del tipo “baselarda” ed armi d’asta databili entro il XVI secolo: alabarde, corsesche ad ala di pipistrello, partigiane e ronconi. Interessanti tra le armi bianche lunghe una spada schiavonesca veneziana della fine del XV secolo ed uno spadone tedesco a “una mano e mezza” con lama a fiamma del secolo XVI.Il camminamento seguente, più grande, presenta armi dal XVI al XVII secolo. Si comincia con una serie di spade del XVI secolo con fornimento a gabbia, di fronte a cui sono disposti falcioni veneziani della fine del XVI-inizio del XVII secolo. Nella prima vetrina sono esposte balestre da caccia di provenienza tedesca della fine del XVI-inizio del XVII secolo.Lungo la scaletta che sale dalla Sala Caprin è collocata una serie di alabarde di rappresentanza del XVI secolo, cui seguono spade schiavone veneziane del XVII secolo, ed una serie di spade dalle diverse tipologie tra cui spiccano le caratteristiche strisce con fornimento a tazza. Nella seconda vetrina, tra le fiasche da polvere in corna di bue o di cervo, è esposta la splendida fiasca da polvere in noce intarsiato in avorio inciso con il mito di Perseo ed Andromeda, della bottega dei Sadeler, incisori a Monaco nel XVII secolo.Nel terzo camminamento si trovano esposte prevalentemente armi da fuoco che documentano l’evoluzione che raggiunsero questi tipi nei secoli XVIII-XIX: dagli esemplari a pietra focaia, tra cui spicca un fucile ad aria compressa segnato “Johann Oberlander“, si passa a quelli a percussione; dalle pistole da fonda si giunge alle ormai moderne pistolette a tamburo, esempi di arma a retrocarica. L’avvento delle armi da fuoco non fece tuttavia decadere del tutto le armi tradizionali del fante e si trovano perciò qui esposte anche armi in asta di rappresentanza: alabardine e spuntoni del XVIII secolo dalle forme e disegni di fantasia; nonché spadini, accessorio tipico dell’abbigliamento maschile settecentesco, e baionette. Esposte su cavalletti si notino ancora le due spingarde, armi da posta del XVII secolo caratterizzate dal perno in ferro che permetteva di fissarle ad un supporto stabile.La visita all’Armeria può essere conclusa con la sala, cui si accede dal primo camminamento, che contiene una selezione delle armi provenienti dal lascito del barone Giuseppe Sartorio del 1910: oltre alle spade ed alle armi in asta, sono esposte armi da botta, accessori da cavallo, parti difensive tra cui una cotta di maglia, ed una serie di stiletti e di fusetti da bombardiere chiamati “centoventi”, che idealmente completano la varietà dell’esposizione dei camminamenti.