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Attraversato il ponte levatoio, un ampio vestibolo, costruito nel 1557, accoglie numerose lapidi triestine databili dal ’500 all’800 e due grandi automi batti-ore ottocenteschi, noti in città come Michez e Jachez, provenienti dall’orologio del palazzo municipale di Trieste in piazza dell’Unità d’Italia.

Uno dei simboli della città, il cosiddetto Melone, un manufatto in pietra di probabile epoca romana, è conservato nell’atrio al piano terra della Casa del Capitano, accanto all’ingresso al Civico Museo del Castello-Armeria.

Il vasto Cortile delle Milizie è racchiuso dalle mura della fortezza, alla cui sommità corrono i camminamenti di ronda allo scoperto; dal Cortile si accede al Lapidario Tergestino, alla Sala dei Cannoni e alla Bottega del Vino.

 

L’atrio ed il passaggio verso il Cortile

La Cappella

Lo scalone e l’antisala

La Sala Caprin

L’Armeria

Bastione Lalio – Lapidario tergestino

Civico Museo del Castello di San Giusto – Armeria

Il Civico Museo del Castello di San Giusto-Armeria è ospitato negli ambienti quattro-cinquecenteschi della Casa del Capitano.

Al piano terra accoglie il visitatore la tardogotica cappella di San Giorgio, caratterizzata nella zona absidale dalla volta a crociera con costoloni, che poggiano su mensole a forma di testa, e dallo stemma dell’imperatore Federico III d’Asburgo, che nel 1468 aveva dato l’avvio alla costruzione della fortezza, al centro della volta stessa.

Giunti alla sommità del novecentesco scalone d’onore, al primo piano del museo si apre la sontuosa Sala Caprin, ricavata durante i restauri degli anni ’30 del ’900 nell’altezza di due piani originari della Casa del Capitano, per accogliere gli arredi appartenuti a Giuseppe Caprin (Trieste 1843-1904): l’illustre giornalista, storiografo, editore e patriota triestino aveva fatto della propria abitazione – costruita nel 1878 in stile rinascimentale nel rione triestino di San Giacomo – un noto salotto di italianità e cultura.

Gli arredi, i cassoni nuziali, le sculture e i dipinti sono tutti di ambito veneto e databili tra il ’500 e il ’700. Sul soffitto campeggia l’opera più importante della collezione, una grande tela con Il Trionfo di Venezia, opera di Andrea Celesti e bottega, databile alla fine del ’600.

Al secondo piano, nei camminamenti di ronda al coperto, trova spazio l’Armeria: armi in asta (alabarde, partigiane, corsesche, falcioni), armi bianche lunghe e corte (spade, pugnali e baionette), armi da getto (balestre), armi da fuoco lunghe e corte (spingarde, fucili e pistole) ed accessori (fiasche da polvere e cartucciere) sono disposte lungo un percorso che traccia l’evoluzione dell’armamento in Europa dal Medioevo all’Ottocento.

  1. Vestibolo
  2. Ambienti di passaggio
  3. Biglietteria e bookshop
  4. Cappella di San Giorgio
  5. Scalone d’onore
  6. Antisala Caprin
  7. Sala Caprin
  8. Primo camminamento di ronda al coperto
    Armi dei secoli XII-XVI
  1. Secondo camminamento di ronda al coperto
    Armi dei secoli XVI-XVII
  2. Terzo camminamento di ronda al coperto
    Armi dei secoli XVIII-XIX
  3. Stanza con balcone
  4. Sala a “L” nella torre
  5. Sala di Guido Marussig
  6. Stanze all’ultimo piano della torre